11 marzo 2011 – 11 marzo 2014: tre anni dopo Fukushima – di Angelo Parisi

 
11 marzo 2011, ore 14:46 locali: una scossa sismica colpisce il Giappone settentrionale.
 
Il sisma ha il suo epicentro in mare ad una profondità di circa 30 km e provoca uno tsunami che in poco tempo devasta la zona con onde alte oltre 10 m ed una velocità pari a 750 km/h.
 
A causa del sisma e del successivo tsunami il sistema di emergenza provoca lo spegnimento automatico di 11 centrali nucleari. Una di esse, quella di Fukushima Dai-ichi, gestita dalla TEPCO, sarà quella che subirà i danni più gravi. Infatti in seguito allo spegnimento automatico della centrale, i sistemi di raffreddamento si bloccano perché i generatori diesel che dovevano fornire l’energia elettrica per mantenerli in funzione non si avviano a causa dell’allagamento dei locali provocato dallo tsunami. Così la temperatura del nocciolo sale drasticamente e pericolosamente fino a produrre il meltdown, la fusione del nocciolo.
 
A seguito dell’incidente nucleare nei giorni successivi viene evacuata un’area avente un raggio di 20 km dalla centrale. Per giorni la TEPCO dichiara di avere tutto sotto controllo e rifiuta gli aiuti internazionali offerti da vari Paesi.
La storia dirà che la TEPCO ha mentito e che a 3 anni da quegli eventi la situazione è ancora critica con tonnellate di acqua radioattiva scaricate in mare, continue fuoriuscite di vapori e gas radioattivi per contenere la pressione, una situazione del nocciolo non nota, una vasta area da decontaminare rimuovendo la parte superficiale del terreno che non si sa bene dove stoccare e una foresta contaminata che rimarrà tale perché non si possono abbattere milioni di alberi.
 
Alla luce di questi eventi è necessario porsi alcune domande:
Nel ventunesimo secolo, l’uomo ha ancora bisogno di energia prodotta in questo modo?
Si pensa ancora che il modo migliore e più intelligente per produrre energia sia questo?
Spesso si parla di costi legati alla produzione energetica; è davvero l’energia nucleare la tecnologia meno costosa?
Credo che la storia abbia dato una risposta negativa a tutte e tre queste domande!
 
Lo sviluppo delle fonti rinnovabili degli ultimi anni, infatti, ha standardizzato gli impianti che le sfruttano riducendone i costi; ciò permette ad ognuno di noi di autoprodurre l’energia di cui necessita in loco senza dipendere da grosse centrali poste a centinaia di chilometri di distanza.
 
L’incremento degli impianti che sfruttano le fonti rinnovabili permette di sfruttare quell’energia presente in natura che altrimenti andrebbe sprecata, di salvaguardare le risorse ambientali lasciandole disponibili per le generazioni future e, soprattutto, permette di non avere danni permanenti in caso di incidenti che sempre si verificano e si verificheranno.
 
Emblematico, infatti, è stato il fatto che durante e dopo il sisma in Giappone le centrali nucleari, fiore all’occhiello della tecnologia giapponese, erano ferme mentre gli impianti eolici e fotovoltaici continuavano a produrre energia elettrica come se niente fosse successo.
 
Il nucleare, tra tutte le altre fonti, è lo specchio dell’arroganza umana che crede di poter dominare fenomeni naturali che non conosce perfettamente e che dimentica il fatto che tutti i sistemi di sicurezza, anche i più perfetti, funzionano come una catena la cui resistenza dipende dall’anello più debole, per cui basta la rottura di una stupidissima guarnizione, di un bullone, di una vite, per mettere in tilt il più costoso e perfetto sistema di sicurezza e provocare un incidente devastante. Nessuno di questi sistemi poi può garantire protezione contro azioni di sabotaggio o attacchi esterni da parte di terroristi o nemici.
 
Un altro problema è causato dai tempi di realizzazione di una centrale che fanno si che appena realizzata è già vecchia di una ventina d’anni, costringendo a frequenti e continui interventi per aggiornare i sistemi di sicurezza: in pratica una centrale nucleare è un costante work in progress.
 
I costi, a causa di ciò, crescono in modo esponenziale con il passare degli anni di esercizio rispetto a quelle che sfruttano le rinnovabili nelle quali avviene l’esatto contrario. A tutto questo poi bisogna aggiungere i costi di stoccaggio o di dismissione delle scorie.
 
Se prendiamo come paragone un impianto fotovoltaico, considerato da tanti la tecnologia più costosa, i costi di generazione dipendono principalmente dal costo di impianto che viene sostenuto solo una volta. Una volta installato, l’impianto produce energia elettrica senza bisogno di sostenere altri costi eccessivi, se non quelli di manutenzione.
 
Differentemente dalle centrali tradizionali, nucleari comprese, infatti:
il sole è gratis e non subisce oscillazioni in borsa;
la tecnologia è consolidata e non richiede continui e costosi interventi di adeguamento a nuove norme di sicurezza;
una volta rientrati dai costi di installazione, l’energia prodotta, anche se poca, è gratis;
non necessita di fasce di rispetto, non emette fumi, radiazioni, polveri, rumori, liquidi o altre sostanze che provocano danni all’ambiente o alla salute umana per cui riesce a convivere benissimo con le normali attività umane;
può spegnersi e accendersi in qualunque momento e istantaneamente azionando un semplice interruttore senza aver bisogno di circuiti di raffreddamento o costosissimi sistemi di sicurezza ridondanti;
può essere installato sfruttando aree di poco valore o superfici inutilizzate;
è modulare e facile da installare per cui in poco tempo si può incrementarne la potenza se c’è bisogno di altra energia.
 
Ma secondo i detrattori ha un grosso problema: la produzione è intermittente! Infatti quando una nuvola copre il sole o dopo il tramonto smette di produrre energia elettrica. E questo, secondo loro, è un grosso limite perché l’energia elettrica non si può accumulare.

Niente di più falso! Perché se l’energia è difficile da accumulare sotto forma elettrica, può esserlo sotto altra forma: chimica, potenziale, termica.
 
Infatti l’energia elettrica è un’energia pregiata in quanto può essere facilmente trasformata e così accumulata sotto altra forma.
 
Con una reazione chimica si può produrre idrogeno da stoccare o ioni da accumulare negli accumulatori, attraverso un motore si trasforma in energia meccanica con la quale pompare acqua in un bacino posto ad una quota superiore oppure comprimere aria dentro un serbatoio, con una serpentina si può riscaldare dell’acqua contenuta dentro un boiler domestico.
 
Senza dimenticare il solare termodinamico che attraverso degli specchi concentra i raggi solari per scaldare una soluzione salina e accumulare questo calore dentro un serbatoio in modo da poterlo sfruttare, in assenza di sole, per ore o per alcuni giorni.
 
E poi è curioso che il mondo è pieno di scienziati che sostengono di poter riprodurre sulla terra in modo sicuro i meccanismi di funzionamento del sole per produrre energia e che poi si arrendono di fronte al problema di come accumulare l’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico.
 
Impariamo, quindi, dagli errori del passato e smettiamola di spacciare il nucleare, una tecnologia non solo vecchia ma soprattutto costosa e pericolosa, come la soluzione dei nostri problemi energetici.
 
Basta con la costruzioni di nuove centrali nucleari, ne abbiamo già una enorme e a distanza di sicurezza che deve solo essere sfruttata meglio: si chiama Sole!
 
Angelo Parisi
 
 
In occasione del terzo anniversario della tragedia nucleare di Fukushima, le associazioni Altrinformazione e Semi sotto la neve hanno organizzato una raccolta in crowdfunding per la traduzione in varie lingue del fumetto "I dragoni atomici di Fukushima" della mangaka Yuka Nishioka.
 
Di seguito il comunicato del Centro di Documentazione Semi sotto la neve:

I DRAGONI ATOMICI DI FUKUSHIMA
Dire addio alle bombe e all'energia nucleare
 
Per ricordare il terzo anniversario del disastro di Fukushima, partecipa anche tu alla traduzione italiana del manga di Yuka Nishioka "I Dragoni atomici di Fukushima", promossa dalle associazioni "Altrinformazione" e il Centro di documentazione Semi sotto la neve come iniziativa di sensibilizzazione sui temi del rischio nucleare.
 
Il volume a fumetti sarà prodotto come iniziativa no-profit in una edizione di qualità a tiratura limitata attraverso la piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso. Qui il sito: http://produzionidalbasso.com/pdb_3532.html
 
Le prenotazioni del libro saranno raccolte a partire dall'11 marzo (anniversario del disastro nucleare di Fukushima) fino al lancio ufficiale della pubblicazione che avverrà il 26 aprile (anniversario del disastro nucleare di Chernobyl).
 
Nel manga antinucleare "I DRAGONI ATOMICI DI FUKUSHIMA. Storie di bombe e di energia nucleare", l'autrice Yuka NISHIOKA, descrive i "dragoni" dormienti scatenati dall'uomo, ovvero le forze dell'energia nucleare che hanno colpito duramente il Giappone e Fukushima.
 
Grazie alla supervisione scientifica del fisico giapponese Yuukou FUJITA, "I dragoni atomici di Fukushima" è un libro chiaro e completo, adatto nella forma e nei contenuti anche ai più giovani. Un fumetto dove l'energia atomica e i suoi rischi vengono spiegati in modo semplice e divulgativo all'interno di un racconto avvincente che vede come protagonisti uno scienziato e una ragazzina delle elementari.
 
Di seguito il trailer del volume:
 
L'edizione italiana a cura di "Altrinformazione" e "Semi sotto la neve" è arricchita dalla postfazione di Susumu NISHIYAMA, uno degli "Hibakusha" sopravvissuti al bombardamento atomico su Nagasaki e costretti a convivere con gli effetti delle radiazioni.
 
"Proprio il nostro Paese, l'unico al mondo ad essere stato colpito dalle bombe nucleari – ha scritto Nishiyama – ha sostenuto il mito sulla sicurezza dell'energia nucleare con lo slogan 'Atomi per la pace' seminando ben 54 reattori in un arcipelago ad alto rischio sismico. Così siamo arrivati al meltdown della centrale nucleare di Fukushima del marzo 2011, che tuttora continua ad emettere quotidianamente radiazioni".
 
Le scuole, le associazioni e i singoli cittadini sensibili ai temi della pace e dell'ambiente sono invitati a partecipare a questa autoproduzione editoriale no-profit.
 
L'obiettivo di questa iniziativa è quella di lanciare un segnale di allarme contro gli usi civili e militari del nucleare, per continuare a mantenere alta l'attenzione su questo tema anche dopo i successi del referendum italiano che ha confermato il "no" del nostro paese all'energia atomica.       
 
PROFILO DELL'AUTRICE YUKA NISHIOKA
Nata nel 1965 a Nagasaki. Nel 1999, in seguito a un giro del mondo a bordo della "Peace Boat" ha cominciato ad interessarsi al tema della pace. Nello stesso anno ha partecipato alla "Hague Appeal for Peace Conference" (L'Appello per la pace dell'Aja). Nel febbraio del 2000 ha diretto il coordinamento della Nagasaki Woman's International Peace Conference (N-WIP) e ne è rappresentante tuttora. Attualmente insegna all'Università di Nagasaki e tiene una rubrica di strisce a fumetti sul settimanale "Shukan kinyobi".
 
IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE "SEMI SOTTO LA NEVE"   
Il Centro di documentazione "Semi sotto la neve" è un'associazione di volontariato fondata nella primavera 2006 a Pisa allo scopo di promuovere uno scambio e la condivisione delle conoscenze e delle esperienze tra le società civili italiana e giapponese che si occupano della pace, della nonviolenza, della difesa dell'ambiente e dei diritti umani. Su questi temi il Centro di documentazione realizza una attività di "ponte interculturale", facilitando la diffusione di informazioni, conoscenze scientifiche e opere artistiche in lingua giapponese rivolte al pubblico italiano e viceversa.
Anche la traduzione di questo fumetto (a cura di Yukari Saito con l'eiditing di Carlo Gubitosa) è stata proposta e finanziata dal Centro.

L'ASSOCIAZIONE CULTURALE "ALTRINFORMAZIONE"  
L'associazione Altrinformazione si occupa di microeditoria no-profit dal 2009, e oltre alla rivista Mamma! (il primo magazine mondiale di giornalismo a fumetti) ha realizzato una collana di "saggistica a fumetti" con l'obiettivo di utilizzare le potenzialità del linguaggio grafico e dell'illustrazione per fornire idee, orientamenti, esperienze e strumenti utili a conoscere e cambiare la realtà che ci circonda. E' una iniziativa di editoria no-profit, basata sul lavoro volontario di traduttori, fumettisti, vignettisti giornalisti e grafici, che hanno messo in gioco il loro tempo e i loro risparmi nella speranza che in Italia ci sia ancora spazio per un'editoria che punta al progresso e non al profitto.
 
Per contatti e informazioni sul libro:
Tel. 06.916504836 Cell. 3459717974
 
Link ufficiale del libro "I Dragoni Atomici di Fukushima": http://www.mamma.am/dragoni
Centro di documentazione "Semi sotto la neve": http://www.semisottolaneve.org, http://semisottolaneve.blogspot.it/
info@semisottolaneve.org
 
Associazione Culturale "Altrinformazione": http://www.altrinformazione.net
info@altrinformazione.net
 
MAMMA! LA RIVISTA DI GIORNALISMO A FUMETTI: http://www.mamma.am/libri
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