Pubblici Caporali: inchiesta di Telerama sul lavoro nero nei campi pugliesi

 
Vi proponiamo l'ottima inchiesta realizzata da Telerama, emittente televisiva pugliese, sulle gravi condizioni sociali e lavorative in cui versano i lavoratori stagionali presenti in questi mesi nei campi pugliesi per la raccolta delle angurie.
 
Come forse molti sapranno, le gravissime condizioni in cui si trovano a lavorare i braccianti agricoli stagionali hanno portato due anni fa alla protesta organizzata nel campo antistante la Masseria Boncuri di Nardò (LE), protesta capeggiata da Yvan Sagnet. Lo sciopero dei lavoratori migranti ha puntato i riflettori sul sistema di lavoro nero che va sotto il nome di Caporalato, dove alcuni migranti organizzano e gestiscono, in collaborazione con i proprietari dei campi agricoli, le squadre di braccianti durante i periodi di raccolta, con gravi episodi di violazioni di diritti umani e sfruttamento del lavoro nero.
 
Il fenomeno del Caporalato ha anche attirato l'attenzione della magistratura con l'operazione SABR, che nel 2012 ha portato all'arresto di imprenditori e caporali e a sequestri, perquisizioni e denunce. Quest'anno ache le istituzioni nazionali hanno fatto conoscenza con il probema: il ministro per l'integrazione Cecile Kyenge si è recata a visitare – molto brevemente e solo dopo le insistenze di Yvan Sagnet – il campo di ulivi antistante un'ex falegnameria dove trovano rifugio i braccianti agricoli che stanno lavorando nei campi di angurie circostanti Nardò.
 
La visita del Ministro ha visto anche la partecipazione di FLAI CGIL, i cui membri sono stati parte integrante ed attiva del movimento anti-caporalato, e del sindaco di Nardò, Marcello Risi, che è stato contestato da più parti per la decisione di sgomberare l'ex falegnameria occupata abusivamente dai braccianti fino a 24 ore prima della visita del Ministro, in un tentativo di mascheramento degli equilibri che, nonostante tutto, continuano a vigere nei campi di raccolta: la falegnameria, infatti, che come detto è stata sgomberata in fretta e furia il giorno prima della visita del ministro, è un edificio privato abbandonato la cui occupazione era stata tollerata fino allo sgombero, e all'interno del quale si erano insediati, con ogni probabilità, proprio i caporali, istituendo anche un giro di prostituzione al primo piano dell'edificio, come risulta dall'inchiesta di Telerama.
 
Oltre che per lo sgombero, altre voci di protesta contro l'amministrazione comunale neretina si sono levate da parte dei sindacati e anche dagli stessi braccianti per la decisione di destinare un campo distante vari chilometri dai luoghi di lavoro per il centro di accoglienza per i braccianti.
 
Quest'anno, infatti, il campo accoglienza si trova in località Scianne, ed è stato allestito con un'investimento di soldi pubblici pari a 40.000 €. Altri 300.000 € erano stati spesi negli scorsi anni per la ristrutturazione e la messa a norma della Masseria Boncuri, che avrebbe dovuto fungere da campo permanente di accoglienza per i lavoratori stagionali.
 
Perchè non usare Boncuri, che si trova molto più vicino ai campi e per cui sono stati già spese centinaia di migliaia di euro, e preferire invece di spendere altri soldi pubblici in un campo transitorio e mal posizionato, visto che deve accogliere dei lavoratori che sicuramente non possono avvalersi di mezzi propri per raggiungere i campi di raccolta, e quindi costringendoli ad accamparsi alla meglio con tendopoli ospitate da campi di ulivi?
 
Questi e molti altri spunti di riflessione nel servizio de L'Indiano. Buona visione!