No Cap, accordo Coop-Cgil: “Mai più schiavi dei campi, soldi pubblici e comunitari solo alle aziende oneste”

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Mai più schiavi nelle campagne pugliesi. Coop e Cgil insieme per combattere il fenomeno del Caporalato ed evitare che le aziende che sfruttano la disperazione dei migranti siano sostenute con soldi pubblici.
A dare la notizia dell’accordo raggiunto tra il sindacato e la catena di distribuzione è La Repubblica, in un articolo a firma di Antonello Cassano: nella sede della Legacoop di Bari è stato raggiunto un accordo che mira a ottenere principalmente tre obiettivi: creare un filtro dalle campagne agli scaffali dei supermercati per bloccare quei prodotti in odore di schiavitù (soprattutto pomodori pelati e angurie), avviare una vera e propria certificazione etica d’impresa ed eliminare i contributi a pioggia per le aziende agricole, in modo tale da agevolare attraverso fondi europei solo quelle aziende che rispettano le leggi sul lavoro.
L’incontro tra Coop e Cgil era stato convocato tra mille polemiche e si era reso necessario per chiarire le rispettive posizioni all’indomani della proposta di boicottaggio delle grandi aziende di distribuzione lanciata da Yvan Sagnet, leader della rivolta dei braccianti di Nardò nel 2011 e delegato sindacale della Flai Cgil Puglia. “L’unica cosa da fare è il boicottaggio nei confronti di quei supermercati che vendono prodotti raccolti dagli schiavi nelle campagne pugliesi”. Dai pomodori all’uva dalle angurie a tutti i prodotti agricoli raccolti soprattutto nelle campagne di Foggia e Nardò.
Un attacco durissimo quello di Sagnet a tutta la filiera coinvolta nel fenomeno del Caporalato. Un tema che ha varcato i confini nazionali a causa di un’inchiesta giornalistica trasmessa nelle scorse settimane sul canale francese France 2: il programma ha fatto conoscere ai telespettatori francesi le difficili condizioni di vita e di lavoro nelle campagne pugliesi durante la raccolta di pomodori e angurie. “Facciamo i nomi – aveva dichiarato Sagnet – si tratta di Auchan, Lidl, Carrefour e anche Coop, tutte grandi catene che hanno sui loro scaffali questi prodotti”.
La risposta della Coop non si è fatta attendere: sia attraverso comunicati stampa che con vere e proprie campagne di comunicazione l’azienda ha ribadito che i prodotti a marchio Coop “sono realizzati nel completo rispetto della legge e dei diritti dei lavoratori”.
Nei giorni scorsi il sindacato ha diffuso una nota di replica al comunicato aziendale, in cui ribadisce tutte le criticità della situazione pugliese. 
La Flai Cgil Puglia chiede in particolare ispezioni regionali sulla Passalacqua, l’azienda foggiana produttrice di broccoli biologici al centro dell’inchiesta giornalistica del canale televisivo France 2 sul Caporalato nelle campagne pugliesi. “Abbiamo appreso che l’azienda – è scritto in una nota della Cgil inviata al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e agli assessori Nardoni e Caroli – oltre a evadere la contrattazione collettiva del lavoro e far uso di manodopera irregolare ha beneficiato di risorse pubbliche e comunitarie, attraverso le misure dello Sviluppo rurale per circa 900mila euro. Per questo chiediamo alla Regione Puglia l’attivazione dei relativi controlli”. Il sindacato chiede anche l’estensione dei controlli “a partire dalle aziende impegnate nelle recenti campagne di raccolta (pomodori, angurie, uva da tavola) e beneficiarie di risorse pubbliche”.