L’efficientamento energetico degli edifici pubblici – di Marco Sambati e Valentina Ciuffardi

Marco Sambati, membro del Comitato Scientifico CETRI-TIRES e Responsabile del Nucleo di Coordinamento di Europrogetti & Finanza, in collaborazione con Valentina Ciuffardi, dipendente della Provincia di La Spezia e revisore contabile di alcuni Comuni, ha redatto uno studio in cui si vogliono illustrare le varie fasi delle azioni di efficientamento energetico per gli edifici di proprietà delle pubbliche amministrazioni, dalla fase di audit alle soluzioni per la copertura finanziaria per l’assistenza tecnica, fino alle problematiche relative al patto di stabilità.

Di seguito un breve estratto del testo, che è scaricabile dal link a fondo articolo:
Entro la fine del 2020 per tutti gli edifici – ma già dalla fine del 2018 per quelli pubblici o ad uso pubblico – ogni nuova costruzione in Europa dovrà essere “a energia quasi zero”, mentre un processo di trasformazione verso l’ energia quasi zero dovrà essere avviato anche per il patrimonio edilizio esistente. Lo prevede la direttiva europea 2010/31/UE del 19/05/2010 sulla prestazione energetica degli edifici.
Gli edifici a energia quasi zero, definiti dalla citata direttiva, sono edifici ad alte prestazioni, con un bassissimo fabbisogno energetico coperto in parte o completamente con le fonti rinnovabili. Nel nostro paese finora vari decreti hanno progressivamente richiesto requisiti di efficienza più stringenti per i nuovi edifici. Adesso gli Stati membri e, dunque, anche l’Italia, dovranno preparare un piano per lo sviluppo degli edifici a energia quasi zero; in questo piano daranno una loro interpretazione della definizione in base al contesto climatico nazionale e stabiliranno azioni per promuovere questo tipo di edifici da qui al 1° gennaio 2021, data in cui l’obbligo si applicherà a tutti i nuovi edifici. Si adopereranno anche per promuovere la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente per renderlo a energia quasi zero. Al momento solo la Danimarca ha preparato il suddetto piano.
La Direttiva europea 2002/91/CE, fonte di tutta la recente legislazione in materia di rendimento energetico nell’edilizia, sottolinea che “l’energia impiegata nel settore residenziale e terziario, composto per la maggior parte di edifici, rappresenta oltre il 40% del consumo finale di energia della Comunità; in questo contesto, gli edifici pubblici costituiscono un considerevole patrimonio edilizio sul quale poter intraprendere iniziative di miglioramento del rendimento e di efficienza energetica.