Gli strumenti di efficienza energetica per gli edifici: opportunità, criticità e diversità – di Marco Sambati

 
Secondo i dati forniti dall’Unione europea, gli edifici rappresentano circa il 40% dei consumi energetici ed il 36% delle emissioni di CO2; con un’adeguata opera di intervento di efficientamento energetico sarebbe possibile conseguire un risparmio energetico di almeno il 20%, con evidenti ripercussioni economiche ed ambientali.
 
L’Unione europea, sensibile alle azioni di efficientamento energetico ha, nel corso del tempo, emanato diverse direttive, ma l’Italia non ha rispettato il recepimento di tali direttive e la Commissione Europea ha avviato, nei confronti del nostro paese, una procedura di infrazione. Si tratta di una procedura burocratica che obbliga l’Italia ad adeguare, entro due mesi, la sua normativa nazionale alla Direttiva 2010/31/UE. L'Italia ora è chiamata a stabilire e ad applicare, all’interno di una legge nazionale, le norme minime di rendimento energetico agli edifici nuovi ed esistenti, ed a garantire la certificazione della prestazione energetica e l'ispezione regolare degli impianti di riscaldamento e di condizionamento all’interno delle case. La pena per il mancato adeguamento del nostro Paese a questa Direttiva è la possibilità di essere deferiti davanti alla Corte di Giustizia dalla stessa Commissione Europea e, con grande probabilità, di essere costretti a pagare l’ennesima multa all’Ue.
 
L’Italia d’altronde, è già stata recidiva (e per parecchio tempo) ad un’atra direttiva per la riqualificazione energetica delle case; già nel 2010 infatti, subì le stesse identiche procedure da parte della Commissione Europea, per non essersi conformata alla precedente Direttiva 2002/91/CE.
 
È stata pubblicata peraltro recentemente sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 14.11.2012, la Direttiva 2012/27/UE sul’efficienza energetica, nella quale si richiama espressamente la necessità di aumentare il tasso di ristrutturazione degli immobili, in quanto il parco immobiliare esistente rappresenta il settore individuale con le maggiori potenzialità di risparmio energetico; la direttiva inoltre evidenzia che gli edifici sono fondamentali per conseguire l’obiettivo dell’Unione di ridurre dell’80-95% le emissioni di gas serra entro il 2050 rispetto al 1990.
 
Le Direttive Europee sull’efficienza energetica degli edifici impongono quindi dei vicoli stringenti da rispettare e, proprio con queste regole, si cercano di ridurre progressivamente gli sprechi e gli impatti con l’ambiente. Purtroppo, dopo le diverse condanne e procedure aperte in materia di gestione dei rifiuti, l’Italia rischia ancora una volta, per l'incapacità del nostro Stato di adeguarsi alle regole europee, di dover metter mano al portafogli.
 
Con questo articolo, il Dott. Marco Sambati, membro del Comitato Scientifico del Cetri – Tires, nonché Responsabile del Nucleo di Coordinamento di Europrogetti & Finanza vuole porre l’attenzione sui vari strumenti di aiuto per gli interventi di efficienza energetica, cercando di fornire una breve guida e, soprattutto di evidenziare, laddove sia possibile, le diversità, le criticità e le opportunità.
 
Uno dei strumenti più conosciuti di efficienza energetica degli edifici è chiaramente quello delle detrazioni fiscali per risparmio energetico disciplinato dai decreti del 19.2.2007 – Disposizioni in materia di detrazioni per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, ai sensi dell’art. 1, comma 349 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e decreto 11 marzo 2008 – Attuazione dell’articolo 1, comma 24, lettera a) della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per la definizione dei valori limite di fabbisogno di energia primaria annuo e di trasmittanza termica ai fini dell’applicazione dei commi 344 e 345 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
 
I beneficiari di tale strumento sono tutti i contribuenti, persone fisiche, professionisti, società e imprese che sostengono spese per l'esecuzione degli interventi su edifici esistenti; nell'ipotesi che gli interventi siano eseguiti attraverso contratti di locazione finanziaria (leasing), la detrazione compete all'utilizzatore ed è determinata in base al costo sostenuto dalla società concedente.
 
L’agevolazione consiste nel riconoscimento di detrazioni d’imposta nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti.
 
Si tratta di riduzioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) e dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) concesse per interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e che riguardano, in particolare:
  • il miglioramento termico dell’edificio (finestre, comprensive di infissi, coibentazioni, pavimenti);
  • l’installazione di pannelli solari;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
 
I limiti d’importo sui quali calcolare la detrazione variano in funzione del tipo di intervento, come indicato nella seguente tabella:
 
Va precisato che i benefici per la riqualificazione energetica degli immobili spettano solo a chi li utilizza; pertanto per una società non è possibile fruire della detrazione in riferimento ad immobili locati. Ciò vale anche se la società svolge attività di locazione immobiliare, poiché in questo caso i fabbricati concessi in affitto rappresentano l’oggetto dell’attività d’impresa, e non beni strumentali.
 
La detrazione d’imposta del 55% non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali (quale, ad esempio, la detrazione del 36% per il recupero del patrimonio edilizio); nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico, sia in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti previsti per l’agevolazione prescelta. La detrazione inoltre non è cumulabile con eventuali incentivi riconosciuti dalla Comunità Europea, dalle Regioni o dagli enti locali. Pertanto, il contribuente deve scegliere se beneficiare della detrazione o fruire dei contributi comunitari, regionali o locali.
 
Le spese per le quali è possibile fruire della detrazione comprendono sia i costi per i lavori edili connessi con l’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare gli interventi e acquisire la certificazione energetica richiesta.
 
Per fruire dell’agevolazione fiscale sulle spese energetiche è necessario acquisire i seguenti documenti:
– l’asseverazione, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti. In caso di esecuzione di più interventi sullo stesso edificio l’asseverazione può avere carattere unitario e fornire in modo complessivo i dati e le informazioni richieste. Questo documento, se riguarda gli interventi di sostituzione di finestre e infissi, e nel caso di caldaie a condensazione con potenza inferiore a 100 kW, può essere sostituito da una certificazione dei produttori;
– l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica, che comprende i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio. Tale certificazione è prodotta successivamente all’esecuzione degli interventi, utilizzando procedure e metodologie approvate dalle Regioni, comuni; per le spese effettuate dal 1° gennaio 2008 per la sostituzione di finestre in singole unità immobiliari e per l’installazione di pannelli solari, non occorre più presentare l’attestato di certificazione energetica (o di qualificazione energetica).
 
Le modalità per effettuare i pagamenti variano a seconda che il soggetto sia titolare o meno di reddito d’impresa; in particolare è previsto che:
 
i contribuenti non titolari di reddito di impresa devono effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale;
 
i contribuenti titolari di reddito di impresa sono invece esonerati dall’obbligo di pagamento mediante bonifico bancario o postale. In tal caso, la prova delle spese può essere costituita da altra idonea documentazione.
 
La legge 7 agosto 2012 n°134 "Conversione in legge, con successive modificazioni, del decreto legge 12 agosto 2012 n°83, "Misure urgenti per la crescita del Paese", pubblicata in G.U. n°187 del 11/08/2012 è riportata per estratto limitatamente all'art.11 comma 2, proroga al 30/06/2013 le detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica degli edifici con la medesima entità di detrazione (55%) che esse hanno avuto finora.
 
L'Enea ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico il Rapporto 2011 sulle detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, che fornisce il quadro complessivo degli interventi realizzati nel nostro Paese a partire dal 2007, finalizzati a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici residenziali; il Rapporto è disponibile sul portale dell'Enea.
 
In base al documento, nel 2011 in totale sono pervenute all'Enea 280.700 pratiche, per investimenti complessivi superiori a 3,3 miliardi di euro; nella stragrande maggioranza dei casi, il 94%, l'incentivo è stato utilizzato dalle persone fisiche e solo per il 6% dalle persone giuridiche. Il valore complessivo degli importi portati in detrazione è risultato di oltre 1,82 miliardi di euro. Il risparmio energetico complessivo in energia primaria generato dalla realizzazione degli interventi ammonta a più di 1.435 GWh/anno, con un risparmio in termini di CO2 non emessa in atmosfera pari a circa 305 kt/anno.
 
Rispetto al 2010, anno record in cui giunsero all'Enea ben 405.000 pratiche, il 2011 ha perciò registrato un decremento importante, pari al 30%. Una diminuzione che è stata diffusa e omogeneamente distribuita tra le diverse tipologie di intervento ammesse a detrazione fiscale.
 
Complessivamente, a conferma della grande diffusione sul territorio e del successo ottenuto da questo sistema di incentivazione dell'efficienza energetica, i dati presentati mostrano che in cinque anni, dal 2007 al 2011, circa il 5,5% del patrimonio edilizio nazionale ha subito un ciclo di riqualificazione energetica (parziale o globale) e che circa il 5% delle famiglie italiane ha beneficiato della campagna del 55%.
Enea ha stimato che, proiettando i dati storici fino al 30 giugno 2013 (ossia alla data di chiusura presunta del meccanismo delle Detrazioni), è ipotizzabile per quella data il raggiungimento di un valore complessivo di risparmio energetico di quasi 10.000 GWh/anno, pari un risparmio in termini di CO2 di oltre 2.000 kt/anno.
 
A livello degli interventi ammessi a detrazione, conferma un ruolo di predominanza assoluta la sostituzione di infissi (il numero degli interventi è pari al 59% del totale), seguito dalla sostituzione delle caldaie con quelle a condensazione (24%) e dal solare termico (11%). Percentuali marginali hanno riguardato gli altri interventi, come il geotermico a bassa entalpia, la coibentazione delle strutture opache orizzontali e verticali (pareti, solai, tetti, ecc.), e l'installazione di caldaie a biomassa. Per Enea, la scarsa diffusione di questi interventi, che insieme non raggiungono il 6% del totale, è da considerarsi una criticità, in quanto si tratta proprio delle tipologie di riqualificazione energetica associate ad un maggior risparmio energetico.
Uno strumento di più recente attuazione per finanziare interventi di efficientamento energetico è il conto termico, le cui regole applicative del decreto ministeriale del 28.12.2012, sono state pubblicate lo scorso 9 aprile, diretto all’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
 
Il soggetto responsabile dell’attuazione e della gestione di tale meccanismo, compresa l’erogazione degli incentivi ai soggetti beneficiari è il GSE – Gestore dei Servizi Energetici; gli interventi incentivabili si riferiscono sia all’efficientamento dell’involucro di edifici esistenti (coibentazione di pareti e coperture, sostituzione di serramenti ed installazione di schermature solari), sia alla sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza (caldaie a condensazione), sia alla sostituzione o, in alcuni casi, alla nuova installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili (pompe di calore, caldaie, stufe e camini a biomassa, impianti solari termici abbinati a tecnologia a solar cooling per la produzione del freddo). Il decreto inoltre introduce anche incentivi specifici, a certe condizioni, per la Diagnosi energetica e la Certificazione energetica
 
I soggetti ammessi al beneficio dello strumento possono essere:
– amministrazioni pubbliche;
– soggetti privati, intesi come persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito d’impresa o di reddito agrario.
 
Ai fini dell’accesso al meccanismo, il soggetto beneficiario dell’incentivo si definisce "Soggetto Responsabile": il soggetto che ha sostenuto le spese per la realizzazione degli interventi.
 
Gli incentivi previsti dal DM 28/12/12 riguardano le seguenti due categorie di interventi:
a) interventi di incremento dell’efficienza energetica;
b) interventi di piccole dimensioni relativi a impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza
 
Le Amministrazioni pubbliche possono richiedere l’incentivo per entrambe le categorie di interventi (categoria a e categoria b).
 
I soggetti privati possono accedere agli incentivi solo per gli interventi di piccole dimensioni relativi a impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza (categoria b).
Tra gli interventi di incremento dell’efficienza energetica previsti dal DM 28/12/12 rientrano:
a) isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
b) sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
c) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti generatori di calore a condensazione;
d) installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione da Est-Sud-Est a Ovest, fissi o mobili, non trasportabili.
 
Tra gli interventi relativi ad impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza previsti dal decreto, rientrano:
a) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica;
b) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa;
c) installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
d) sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.
 
Come già chiarito, possono richiedere gli incentivi per la realizzazione di interventi di incremento dell'efficienza energetica solo le Amministrazioni pubbliche; l’incentivo consiste in un contributo pari al 40% della spesa ammissibile sostenuta. Ad ogni tipologia di intervento sono associati costi massimi ammissibili unitari ed un valore massimo dell’incentivo erogabile, come previsto dalla tabella allegata al decreto, di cui portiamo alcuni esempi:
 

Il Decreto prevede anche un incentivo specifico per la Diagnosi Energetica e la Certificazione energetica, se elaborati contestualmente agli interventi; il primo, che quantifica le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo dei costi e benefici dell’intervento, i relativi tempi di ritorno degli investimenti, nonché i possibili miglioramenti di classe dell’edificio e la seconda che mira al rilascio dell’attestato di certificazione energetica e delle conseguenti raccomandazioni per il miglioramento della prestazione energetica dell’edificio.
 
L’incentivo coprirà il 100% o il 50% delle spese sostenute in funzione del soggetto ammesso.
Il valore massimo ammissibile per questo incentivo è determinato in base alla destinazione d’uso e alla superficie utile dell’immobile oggetto di intervento, come specificato nella Tabella seguente:
 
Passiamo alla fase di accesso all’incentivo; il Soggetto Responsabile, a seguito della conclusione dell’intervento, deve presentare la richiesta di concessione degli incentivi al GSE, attraverso la scheda-domanda resa disponibile dal portale; la domanda deve essere presentata entro 60 giorni dall’ultimazione dell’intervento, pena esclusione. Il pagamento della fatture deve avvenire con bonifico bancario o postale ed il Soggetto responsabile deve caricare sul portale la documentazione specifica per ogni tipologia di intervento.
 
Il GSE effettua l’istruttoria tecnico-amministrativa ed entro 60 giorni, qualora l’esito sia positivo, rende disponibile al S.R., la lettera di avvio dell’incentivo, contenente la tabella riportante l’importo indicativo degli incentivi, che il S.R. è tenuto a stampare e sottoscrivere e caricare sul portale.
 
Per le PA o ESCO, che intendono effettuare interventi su edifici di proprietà di amministrazioni pubbliche, in alternativa alla procedura di accesso diretto, possono presentare al GSE la richiesta di prenotazione degli incentivi; tale richiesta può essere presentata già alla definizione del contratto di rendimento energetico con la ESCO o della convenzione con la Consip o con la centrale di acquisti regionale per l’affidamento del servizio di energia.
 
Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompa di calore o generatori di calore a biomasse con potenza termica nominale complessiva superiore a 500 kW e fino a 1 MW, il soggetto responsabile dovrà richiedere al GSE l’iscrizione ad appositi registri informatici.
 
Il GSE provvede, tramite bonifico bancario a favore del Soggetto Responsabile, alla liquidazione su base annuale degli importi dell’incentivo calcolato, in accordo alla tabella con la ripartizione nelle rate annuali allegata alla scheda-contratto, ovvero con un’unica rata nel caso in cui l’ammontare totale dell’incentivo sia non superiore a 600 euro.
 
Gli importi dell’incentivo saranno erogati al netto del corrispettivo per la copertura dei costi sostenuti per lo svolgimento delle attività, pari all’1% del valore del contributo totale riconosciuto, trattenuto come somma a valere sulle rate annuali, con un massimale pari a 150 € di imponibile.
 
L’incentivo erogato ha natura di contributo in conto impianti e non è assoggettato a ritenuta del 4% ai sensi dell’art. 28 del D.P.R. 600/73; inoltre è da considerarsi fuori del campo di applicazione dell’I.V.A. e conseguentemente non vi è obbligo di emissione fattura.
 
Per quanto concerne la cumulabilità, si segnala che l’incentivo può essere assegnato esclusivamente agli interventi che non accedono ad altri incentivi statali, ad eccezione dei fondi di garanzia, dei fondi di rotazione e dei contributi in conto interesse; limitatamente agli edifici pubblici ad uso pubblico, gli incentivi previsti dal DM 28/12/12 sono cumulabili con gli incentivi in conto capitale, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale.
 
Un altro strumento che si affianca ad altre opportunità di finanziamento per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica attualmente in essere è quello dei certificati bianchi. I “certificati bianchi”, chiamati anche Titoli di Efficienza energetica (TEE), attestano il conseguimento di risparmi energetici attraverso l’applicazione di tecnologie e sistemi efficienti; i titoli vengono emessi dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) sulla base delle certificazioni dei risparmi conseguiti, effettuati dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il GAS (AEEG). Un certificato equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio (tep), che è l’unità di misura usata comunemente nei bilanci energetici per esprimere tutte le fonti di energia tenendo conto del loro potere calorifero.
 
La promozione del “risparmio energetico” attraverso i “certificati bianchi” è stata prevista dai decreti ministeriali del 20 luglio 2004; il quadro normativo nazionale in quest’ambito è stato recentemente modificato con la pubblicazione del decreto 28 dicembre 2012, che definisce degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico – crescenti nel tempo – per le imprese di distribuzione di energia elettrica e gas per gli anni dal 2013 al 2016 ed introduce nuovi soggetti ammessi alla presentazione di progetti per il rilascio dei certificati bianchi.
 
Gli obiettivi possono essere raggiunti attraverso la realizzazione d’interventi presso i consumatori finali (es.: installazione di elettrodomestici o caldaie ad alta efficienza, interventi di isolamento termico degli edifici, interventi per aumentare l’efficienza energetica di processi industriali, lampadine ad alta efficienza etc.) che ne traggono beneficio diretto in termini di riduzione della propria spesa energetica.
 
In alternativa agli interventi di risparmio energetico da realizzare in proprio presso i consumatori finali (anche con la collaborazione di soggetti terzi), i distributori possono scegliere di soddisfare gli obblighi a loro carico acquistando, in tutto o in parte, da terzi titoli di efficienza energetica attestanti il conseguimento di risparmi da parte di altri soggetti (altri distributori o società operanti nel settore dei servizi energetici).
La compra-vendita di titoli avviene o attraverso contratti bilaterali o tramite il mercato dei titoli di efficienza energetica, organizzato e gestito dal Gestore del Mercato Elettrico sulla base di regole stabilite nel 2006 d’intesa con l’Autorità.
 
Se il soggetto obbligato non raggiunge l’obiettivo annuale, viene sanzionato.
 
I soggetti obbligati a raggiungere risparmi obbligatori sono, come in parte già anticipato, i distributori di energia elettrica e le imprese distributrici di gas naturale che hanno un parco clienti finali superiore a 50.000 unità ed i soggetti volontari (distributori con meno di 50.000 clienti, Società di servizi energetici (SSE), soggetti con Energy manager (SEM). Tali soggetti si interfacciano con l’universo dei consumatori finali di energia, individuano ed attuano misure di miglioramento dell’efficienza, ottenendo in ritorno i corrispondenti risparmi energetici.
 
A partire dal 3 febbraio 2013 l'attività di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza energetica condotti nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi è stata trasferita dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) al GSE che, si avvale del supporto di ENEA e di RSE (Ricerca sul sistema energetico), tenendo conto delle rispettive competenze.
 
Il GSE valuterà le proposte di progetto e le richieste di verifica e certificazione presentate dagli Operatori a partire dal 4 febbraio 2013 attraverso un l’applicativo denominato “Efficienza Energetica”; restano invece di competenza dell’AEEG le richieste inviate dagli operatori al sistema prima del 2.2.2013.
 
La procedura di accesso avviene appunto attraverso l’applicativo "Efficienza Energetica", ma per accedere all’applicativo, i soggetti proponenti devono prima completare una procedura di accreditamento.
Dopo aver verificato e certificato i risparmi, l'Autorità dà mandato al Gestore dei Mercati Energetici di emettere i titoli a favore degli aventi diritto.
 
Il Gestore dei Mercati Energetici (GME) è una società per azioni controllata al 100% dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), a sua volta controllata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze; al Gestore del Mercati Energetici è affidata l'organizzazione e la gestione economica del mercato elettrico, nonché del mercato dei Certificati Bianchi e dei Certificati Verdi.
 
Presso il Gestore è operante un Registro dei TEE elettronico, al quale sono tenuti a iscriversi sia i soggetti obbligati che i soggetti volontari; ad ogni utente registrato viene assegnato un “conto proprietà” di natura elettronica, dove vengono "depositati" i titoli corrispondenti ai risparmi verificati e certificati dall'Autorità.
 
L’art. 8, comma 1, lettera c) del decreto del 20.7.2004 definisce Società di servizi energetici, le società comprese quelle artigiane e le loro forme consortili, che “alla data di avvio del progetto hanno come oggetto sociale, anche non esclusivo, l’offerta di servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione di interventi”.
 
Da tale definizione deriva che, per potersi accreditare sul sito dell’AEEG e presentare progetti finalizzati all’ottenimento di TEE, non è necessaria una preventiva esperienza nel campo dell’efficienza energetica, ma è sufficiente che nello statuto della società sia prevista la fornitura di “servizi energetici”. Si consideri inoltre che la definizione succitata impone che la società sia già costituita come SSE al tempo dell’avvio del progetto; ciò significa che una SSE di recente formazione non può richiedere TEE per interventi realizzati antecedentemente.
 
Spesso le SSE sono presenti sul mercato come ESCO – Energy Service Companies, ossia società di servizi energetici. La definizione di ESCO è fornita dal decreto legislativo n. 115/08, all’art. 2 ‘Definizioni’, lettera i):
“ESCO: persona fisica o giuridica che fornisce servizi energetici ovvero altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica nelle installazioni o nei locali dell’utente e, ciò facendo, accetta un certo margine di rischio finanziario. Il pagamento dei servizi forniti si basa, totalmente o parzialmente, sul miglioramento dell’efficienza energetica conseguito e sul raggiungimento degli altri criteri di rendimento stabiliti”.
 
Per dimostrare di aver raggiunto gli obblighi di risparmio energetico e non incorrere in sanzioni dell’Autorità, i distributori devono consegnare annualmente all’Autorità un numero di ‘titoli di efficienza energetica’ equivalente all’obiettivo obbligatorio. L’Autorità valuta i risparmi energetici conseguiti dai singoli interventi e autorizza il GME all’emissione dei certificati bianchi. I TEE sono emessi dal Gestore del mercato elettrico (GME) a favore dei distributori, delle società controllate dai distributori medesimi o a favore di società operanti nel settore dei servizi energetici (ESCO) con l’obiettivo di certificare la riduzione dei consumi conseguita attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica.
 
Rientrano tra gli interventi finanziabili al rilascio dei certificati bianchi:
– Sostituzione di scalda-acqua elettrici con scalda-acqua a gas;
– Sostituzione di scalda-acqua a gas con scalda-acqua a gas più efficienti;
– Sostituzione di vetri semplici con doppi vetri;
– Isolamento delle pareti e delle coperture;
– Impiego di collettori solari per la produzione di acqua calda sanitaria;
– Installazione di motori a più alta efficienza;
– Isolamento termico delle pareti e delle coperture per il raffrescamento estivo in ambito domestico e terziario;
– Installazione di dispositivi di spegnimento automatico di apparecchiature in modalità stand-by in ambito domestico;
– Installazione di dispositivi di spegnimento automatico di apparecchiature in modalità stand-by in ambito alberghiero;
– Installazione di pompa di calore elettrica per produzione di acqua calda sanitaria in impianti domestici nuovi ed esistenti.
 
Si sottolinea che, partecipare al meccanismo dei certificati bianchi può comportare i seguenti vantaggi per i diversi attori:
1) le SSE conseguono un ricavo dalla vendita dei titoli ottenuti su attività coerenti con il loro core business;
2) i soggetti che operano nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti, che hanno provveduto alla nomina dell’energy manager ai sensi dell’art. 19 della legge n. 10/91, possono richiedere i titoli per gli interventi di miglioramento di efficienza energetica realizzati, conseguendo una diminuzione dei consumi energetici ed un beneficio economico derivante dalla vendita dei titoli;
3) le aziende fornitrici di prodotti e servizi collegati all’efficienza energetica possono accreditarsi presso l’AEEG e ottenere successivamente i certificati bianchi a valere sui prodotti e servizi offerti.
 
C’è da evidenziare che, tale strumento, a causa della dimensione minima di risparmio energetico da dover garantire, non è sempre di facile applicazione in campo edilizio, dove gli interventi sono spesso di natura parcellizzata e, presi singolarmente, quasi sempre di piccole dimensioni; il loro accorpamento per raggiungere il valore minimo di risparmio energetico dovrebbe coinvolgere un numero elevato di utenti finali, e la gestione di un simile progetto crea spesso difficoltà di tipo gestionale ed organizzativo.
Tuttavia è possibile dare corso ad una serie di iniziative che possono contribuire ad utilizzare comunque tale forma di finanziamento.
 
I Comuni, ad esempio, potrebbero configurarsi come utenti finali, e come tali accordarsi con i distributori locali di gas ed elettricità per realizzare interventi di miglioramento degli impianti di proprietà dell’amministrazione comunale, oppure potrebbero creare un polo informativo tra cittadini residenti ed aziende distributrici, per individuare e proporre interventi ad hoc.
 
Gli stessi Comuni potrebbero altresì costituire società partecipate che operino come SSE, eventualmente con associazioni di categoria e/o distributori, ed in quanto tali intervenire nel mercato dei TEE.
In un simile ambito di attività ricadrebbe la maggior parte degli interventi previsti espressamente dai decreti 20.7.04, interventi tipicamente di tipo civile-terziario in ambito locale, si potrebbero infatti realizzare importanti iniziative, quali:
la sostituzione di caldaie (tipologia a condensazione con taglia adeguata all’utenza);
sistemi di schermatura esterna per la riduzione del carico estivo di condizionamento, tipicamente ad uso terziario;
sistemi di illuminazione e corpi illuminanti ad alta efficienza (lampade a led in interni, al sodio in esterni; regolatori del flusso luminoso);
uso di apparecchiature informatiche a basso consumo;
telecontrollo degli impianti termici in funzione della temperatura esterna e di altri parametri climatologici;
promozione di mini-reti di riscaldamento con calore di recupero da fonti rinnovabili;
coibentazione e sostituzione di infissi con altri a doppi vetri.
 
Sempre su scala locale, una serie di interventi potrebbe essere proposta presso strutture sportive, in particolare:
mini cogenerazione;
solare termico per produzione acqua calda;
illuminazione ad alta efficienza, in particolare in esterni (campi da gioco e piazzali), con l’installazione di lampade e corpi luminosi più efficienti e di regolatori di flusso luminoso;
caldaie a condensazione e/o biomasse;
recupero del calore dagli effluenti (es. aria calda esausta dalle piscine per preriscaldo di aria in ingresso)
 
Alcuni dei precedenti interventi infine potrebbero essere realizzati anche in strutture ospedaliere, centri direzionali, grandi edifici scolastici.
 
I certificati bianchi emessi per progetti presentati dopo il 3 gennaio 2013 non sono cumulabili con altri incentivi (comunque denominati) a carico delle tariffe dell’energia elettrica e il gas e con altri incentivi statali, fatto salvo l’accesso a fondi di garanzia, fondi di rotazione, contributi in conto interesse, detassazione del reddito d’impresa per l’acquisto di macchinari e attrezzature.
 
Dalla sua creazione a oggi, il mercato dei TEE ha conseguito risultati positivi, ma sicuramente migliorabili alla luce di altre esperienze simili; in particolare, nel 2012 si è palesata la difficoltà di generare un’offerta sufficiente alla copertura degli obblighi imposti. Dal 2005 i progetti maggiormente premiati dal meccanismo sono quelli che hanno richiesto un limitato capitale di investimento iniziale, limitati tempi di ritorno e ridotti risparmi energetici unitari.
 
La maggioranza degli interventi di risparmio è stata conseguita nel settore civile, limitatamente a poche tecnologie per le quali esistono schede standard dedicate; la remunerazione economica dei titoli è stata in grado di coprire solo una piccola parte di investimenti più strutturali e va riconosciuto che gli interventi di miglioramento dell’efficienza sono stati meno delle potenzialità stimate. Il passaggio di competenze dall’AEEG al GSE, assume comunque un’importante significato di semplificazione amministrativa.
 
Vi sono poi diversi fattori che ostacolano gli investimenti in efficienza; l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha individuato infatti barriere di natura finanziaria e difficoltà di accesso al credito; anche gli investimenti con ritorni positivi, ma dilazionati nel tempo, possono non essere attuati, se pur giudicati economicamente convenienti, nel caso vi siano difficoltà a ottenere prestiti da istituti di credito o siano presenti vincoli di budget aziendale. Il rilascio dei TEE solo negli anni successivi all’investimento, con la dilazione temporale dei ricavi, appanna di molto l’effetto incentivo.
 
Nel momento dell’approvazione dell’intervento in efficienza energetica, il numero di TEE generabili da un progetto è quantificato e definito, ma la normativa prevede che i certificati bianchi generati da un progetto non siano rilasciati al momento dell’approvazione e realizzazione dell’intervento (soluzione adottata invece dal meccanismo francese), ma con cadenza trimestrale durante il corso della vita tecnica del progetto, al fine di garantire che i TEE rilasciati corrispondano effettivamente ai risparmi energetici realizzati nel tempo.
 
Si segnala infine un bando aperto dalla Regione Piemonte “Bando Risparmio Energetico” e diretto ad agevolare la realizzazione di interventi di risparmio energetico degli edifici esistenti, da presentare a “Finpiemonte S.p.A”, a partire dal 25 marzo 2013.
 
La dotazione finanziaria del bando ammonta a complessive 2.600.000,00 euro ed è ripartita secondo la seguente tabella:
 
Possono presentare domanda di contributo i soggetti pubblici e privati, in qualità di:
proprietari o titolari di diverso diritto reale o di godimento degli edifici collocati in Piemonte;
amministratori condominiali di edifici composti da 5 o più unità abitative;
imprese o società di gestione energetica (i.e. ESCO).
 
Sono ammissibili gli interventi di manutenzione e di ristrutturazione finalizzati alla riqualificazione energetica degli impianti e degli edifici esistenti, quali:
l’adozione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore per singola unità abitativa;
la sostituzione del generatore di calore, compreso l’allacciamento alla rete di teleriscaldamento;
gli interventi di coibentazione delle superfici opache che presentano particolari criticità dispersive, quali ad esempio il sottotetto.
 
Le spese ammissibili sono quelle relative ai materiali e componenti necessari alla realizzazione degli interventi sull’involucro edilizio, sull’impiantistica a servizio dell’edificio e le spese di progettazione, direzione lavori, collaudo e certificazione dell’edificio strettamente connessi, nel limite massimo del 10% delle spese ammissibili.
 
Le agevolazioni vanno da un contributo in conto capitale solo diretto a persone fisiche e persone giuridiche private per interventi fino ad euro 15.000,00 nella misura del 15% dei costi ammessi, ad un contributo in conto interessi parziale o a totale copertura degli oneri finanziari di un finanziamento della durata di 5 o 7 anni, a seconda del soggetto ammesso e del costo ammissibile.
 
Le domande vanno inviate via internet, compilando il modulo telematico reperibile sul sito http://www.finpiemonte.info; la domanda stampata e firmata va spedita entro 5 giorni lavorativi dall’invio telematico a “Finpiemonte S.p.A. – Galleria San Federico, 54 – 10121 Torino”.