Pesce al veleno, al Nord come al Sud: i livelli di inquinamento di mari e fondali italiani destano preoccupazione

 
L'industria pesante italiana non brilla certo per la cura prestata al trattamento dei rifiuti industriali: ecco una panoramica sulla situazione di alcune città marittime italiane in cui i livelli di metalli pesanti ed agenti inquinanti sono risultati particolarmente allarmanti(dati Greenpeace e studi indipendenti, 2010)

Livorno – la seconda provincia piu' inquinata d'Italia, dopo Taranto. La ditta chimica Solvay lancia in acqua 3000 chili l'anno di arsenico e mercurio e 6000 di piombo, la ditta Lucchini 9000 chili di cianuro. La centrale Enel ogni anno inquina per 800 mila tonnellate e l'ENI con 500 mila tonnellate, fra ossidi di azoto, composti a base di zolfo ed anidride carbonica.

Civitavecchia – due centrali termoelettriche Enel, una centrale di petrolio convertita a carbone, e una 'torre petrolifera' della Italpetroli a 2km da riva dove scaricano petrolio, benzina e e olio combustible e che vogliono trasformare in un rigassificatore. A 2 km da riva. Segno che una volta che l' industria pesante arriva, non se ne va piu', anzi cresce smisuratamente.

Genova inquinamento alle stelle, raffineria Iplom nella zona Busalla che periodicamente esplode, acciaierie Italsider a Cornigliano, con il piu' alto tasso di inquinamento acustico d'Italia. Altoforni, cokerie di proprietà dei Riva, gli stessi dell'Ilva di Taranto. Il Castello Raggio demolito per fare spazio alle industrie. Alti tassi di tumori e di morti per inquinamento.

Viareggio e Lerici – scarichi in mare di oli lubrificanti, depuratori che non funzionano e che rigettano a mare fanghi di scarto.

Augusta – concentrazioni di metalli pesanti nei sedimenti e nella fauna marina sopra i livelli di rischio, mentre i gruppi industriali continuano a rifiutare la bonifica e la rivalorizzazione delle coste, proponendo invece ulteriori impianti inquinanti come rigassificatori ed inceneritori.
 
Gli abitanti della cittadina ragusana hanno riscontrato malformazioni nei pesci comprati nelle pescherie locali (video di seguito)


Nella zona del Santuario dei Cetacei, situato tra Italia, Francia e Principato di Monaco, Greenpeace ha pescato vari campioni di sogliole – pesci che stazionano sul fondale marino e pertanto ottimi bioindicatori per la concentrazione di sostanze inquinanti – e ha trovato mercurio, piombo, cromo, idrocarburi, bisfenolo A, metalli pesanti ed idrocarburi aromatici policiclici.