L’architettura che respira: l’ETFE si candida per un ruolo da protagonista nella TRI

 
 
26/01/2012
 
Il secondo pilastro della Terza Rivoluzione Industriale (costruzioni a energia positiva) si alimenta di (ri)scoperte tecnologiche come questo materiale in grado di alzare la resa termica degli edifici abbassandone i consumi. 
 
Un materiale riciclabile, ignifugo, autopulente ed estremamente resistente, trasparente, ma con un peso 99 volte inferiore a quello del vetro. Si tratta dell'ETFE (Etilene Tetrafluoro Etilene), un materiale del passato che sta cambiando il presente.
 
Si tratta di un fluoro-polimero termoplastico, ovvero un polimero (una macromolecola costituita da una catena di molecole uguali), contenente atomi di fluoro, che grazie al loro legame eccezionalmente resistente, danno vita ad un materiale plastico trasparente in grado di sopportare alti livelli di sollecitazioni termiche ed aggressioni chimiche.
 
A volte occorrono decenni per accorgersi delle potenzialità di una semplice scoperta che, forse per casualità, è approdata al mondo dell'architettura, provenendo da tutt'altra strada: questo materiale infatti è stato usato fino ad oggi principalmente per la copertura e il fissaggio di cavi nell'industria nucleare ed in quella aerospaziale.
 
Il perché l'architettura abbia scelto questo materiale è facilmente comprensibile elencando le sue innumerevoli potenzialità.
 
In primo luogo, l'ETFE è una delle molecole organiche più stabili che siano mai state prodotte: la sua durabilità può raggiungere i 40 anni di vita, semplicemente assicurando una costante manutenzione, inoltre al termine del suo ciclo di vita, la membrana viene semplicemente fusa e riutilizzata, con una percentuale di riciclaggio del 100%.
 
È un materiale auto-pulente, che grazie alla sua particolare composizione chimica, mantiene inalterata la sua trasparenza anche con il passare delle stagioni: questa caratteristica lo rende molto utile per la realizzazione di grandi coperture o tensostrutture, dove il principale problema di manutenzione è dovuto alla sua pulizia. Pur pesando solo un centesimo rispetto al vetro (350g/mq), le membrane in ETFE sono in grado di sopportare fino a 400 volte il loro peso, mantenendo un livello di trasparenza molto elevato.
 
Tra gli esempi più celebri di architetture realizzate con l'impiego delle membrane in ETFE l'Allianz Arena di Monaco di Herzog & de Meuron, il Centro Acquatico Nazionale di Pechino, la nuova sede della Regione Lombardia ad opera dello studio newyorkese Pei Cobb Freed & Partners e l'Istituto di Scienza e Tecnologia di Masdar e la Torre di controllo dell'aeroporto di Abu Dhabi, questi ultimi entrambi in fase di costruzione.

Fonte immagine e testo: rinnovabili.it, puntofotovoltaico.it