Strategia Europea per la promozione dei lavori “verdi”

08/09/2010 (EURACTIV, ENDS Europe)


Il Parlamento Europeo ha richiesto all'esecutivo dell'Unione Europea lo sviluppo, entro il 2011, di una strategia per la creazione di posti di lavoro "verdi", cioè legati alle energie rinnovabili, in Europa. Questa notizia si evince dalla risoluzione non-legislativa adottata martedì. Josè Manuel Barroso richiede tre milioni di posti di lavoro in più entro il 2020.

In una lettera pubblicata su EurActiv, quattro commissari Europei hanno chiesto al Presidente, Josè Manuel Barroso, di apportare fondi-chiave dell'Unione Europea all'interno dello stesso progetto a partire dal 2014, così da riuscire a ridurre le sovrapposizioni ed assicurare investimenti strategici migliori.


Background

A partire dal lancio della strategia per la crescita sostenibile "Europe 2020" nei primi mesi di quest'anno, la Commissione Europea ed altri attori importanti dell'Unione Europea hanno sottolineato il bosogno di integrare le strategie UE per assicurarsi che le priorità plitiche vadano tutte nella stessa direzione.

Ad esempio, i politici sia di livello nazionale sia di livello locale hanno richiesto che i fondi regionali UE – che costituiscono larga parte del meccanismo di finanziamento economico dell'Unione Europea – vengano dirottati verso priorità relative agli obiettivi 2020.

Il dibattito su come si dovranno sviluppare le politiche regionali (e di coesione) post-2013 si sta attualmente intensificando a Bruxelles e non solo.

La lettera, firmata congiuntamente dai Commissari László Andor (Impiego ed Affari Sociali), Dacian Ciolo (Agricultura), Maria Damanaki (Pesca) e Johannes Hahn (Politiche Regionali), richiede che il controllo del meccanismo di finanziamento dell'Unione Europea venga sottoposto al loro controllo per essere portato all'interno di una medesima "cornice strategica".

Ad oggi, i fondi in questione – il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (ERDF), Il Fodno Sociale Europeo (ESF), Il Fondo di Coesione, il Fondo Europeo dell'Agricoltura per lo Sviluppo delle Zone Rurali (EAFRD) e il Fondo Europeo per la Pesca (EFF) – hanno "linee guida strategiche" differenti e separate. In altre parole, hanno un certo livello di autonomia nel decidere dove e come elargire le loro sostanziose sovvenzioni.

Un approccio più ragionevole, sostengono i quattro commissari, è di riunire ed alargire i fondi sotto la stessa matrice strategica. Questo non solo eviterà le sovrapposizioni di diverse sovvenzioni, ma avvicinerà le sovvenzioni stesse agli obiettivi chiave della strategia dell'Esecutivo dell'Unione per il 2020. Sarà l'Esecutivo stesso a decidere le direzioni di spesa prioritarie dell' UE nel prossimo decennio.

La lettera effettivamnete riconosce che l'attuale sistema non è ottimale, e la nuova proposta "aiuterà a limitare la frammentazione dei diversi strumenti e permetterà di stabilire un scala di priorità per le sovvenzioni dell'UE"

Più pulito, più economico, migliore?

I Commissari inoltre richiedono che il nuovo piano "assicuri più chiarezza per gli Stati Membri, riduca i costi amministrativi e si imponga come esempio per un approccio più coordinato a livello Nazionale, Regionale e Locale".

Le indicazioni iniziali suggeriscono che le Regioni rifiuteranno una mossa di questo tipo. Il Consiglio delle Regioni e Comuni Europei (CEMR) ieri (7 settembre) ha accolto entusiasticamente la proposta, riconoscendo che le amministrazioni regionali e locali hanno incontrato problemi a raggiungere gli obiettivi prefissati dai loro precedenti progetti, nello specifico a causa della "frammentarietà del programma di sovvenzioni dell'UE".

I Commissari sostengono che vanno mantenuti i caratteri distinti delle diverse sovvenzioni, ma solo dopo che la loro direzione generale sia stata stabilita ed identificata da un livello centrale.

"Il CEMR spera da molto tempo che una simile proposta venisse fatta, in quanto sarà in grado di attivare uno sviluppo locale e regionale più efficiente", ha detto Frédéric Vallier, Segretario Generale del CEMR.

"Siamo entusiasti della proposta dei Commissari e speriamo che il Presidente Barroso ed il Consiglio la adottino, dopo che in passato il Parlamento Europeo ha già richiesto un intervento di questo tipo".