Preparare l’Europa a per una nuova educazione empatica

07/09/2010

Bruxelles

Jeremy Rifkin si è rivolto alle organizzazioni impegnate nell'ambito culturale ed educazionale con la sua visione che richiama alla necessità di introdurre nuovi paradigmi educativi per creare la consapevolezza biosferica (questo era già l'obiettivo principale del suo libro ENTROPIA, del 1980) e nuovi modelli e schemi collaborativi per rimpiazzare il vecchio, "estremizzato" paradigma competitivo proposto dal sistema educazionale della Seconda Rivoluzione Industriale (l'"era del Petrolio") nella qulae la competitività tra gli individui era (ed è ancora) rappresentata come un valore fondamentale in risposta a una visione centralizzata, paternalistica e verticale (dall'alto in basso) del mondo che ha dato luogo alle attuali divisioni geo-politiche, nelle quali la comunità umana non prende decisioni nell'interesse dell'umanità ma tenendo conto solo gli interessi geo-politici e nazionali di Stato., con un impatto disastroso in campo sociale ed economico (disparità di reddito, povertà, guerre) e conseguenze catastrofiche per l'ambiente che ci ospita.

"Sviluppare una coscienza biosferica attraverso metodi educativi innovativi preparerà la nuova generazione per la Terza Rivoluzione Industriale e i suoi metodi di creazione di energia collaborativi", ha sottolineato Rifkin, elaborando uno dei capitoli più "visionari" del suo nuovo libro "La Civiltà dell'Empatia" (clicca qui per vedere il video realizzato da RSA Animate per la Civiltà dell'Empatia su Youtube).

Rifkin ha espresso la convinzione che l'Europa sia nella posizione migliore per cominciare il processo di impianto delle nuove tecniche educative collaborative grazie alla sua inclinazione ad avere cura della buona qualità della vita dei cittadini Europei, i ruoli nella società civile, l'equità e tutti gli altri valori che sono a fondamento dell'integrazione nell'Unione Europea, come spiega Rifkin nel suo ultimo libro "Il Sogno Europeo".

In una parola, EMPATIA.Ma per dare avvio alla consapevolezza biosferica abbiamo bisogno di riconfigurare il modo in cui produciamo e distribuiamo l'energia; non solo il "come", ma anche il "perchè", la razza umana si impegni in processi di trasformazione e di immagazzinamento di energia in questo pianeta.

L'emergenza climatica ha spostato questa istanza troppo isolata nei tavoli di discussione di ingegneri ed esperti ambientali, ma la queastione più grande rimane la ridefinizione del "viaggio" umano su questo pianeta e definire quali sono i limiti sostenibili nello sfruttamento delle risorse naturali.

In altre parole un processo basato sul fattore umano (cioè, l'educazione). Questi sono gli argomenti principali che Jeremy Rifkin ha presentato alla Conferenza "Cultura e Politiche del Cambiamento" (Culture and the Policies of Change), che è stata co-organizzata dal consulente capo per le politiche culturali e dell'educazione Robert Palmer, che ha presentato l'intervento di Rifkin con numerosi riferimenti alle sue pubblicazioni a partire da "La fine del Lavoro" fino a "La Civiltà dell'Empatia", ed esprimendo il desiderio che le sue nuove visioni aiuteranno ad individuare possibili ulteriori idee che potranno guidare l'azione propositiva della Commissione per l'Educazione e la Cultura nelle sue battaglie cruciali.

 

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