L’Energia Integra – Integrazione sociale e occupazionale attraverso l’energia solare di Terza Rivoluzione Industriale

“Integrazione sociale e occupazionale attraverso l’energia solare di Terza Rivoluzione Industriale”

Il progetto “Energia Integra” verte sulla formazione professionale nell’ambito delle tecnologie che si utilizzano per la produzione di energia pulita tramite sistemi fotovoltaici e sulla responsabilità sociale delle imprese che vogliono attuare e mettere in pratica le linee guida della Terza Rivoluzione Industriale secondo la visione di Jeremy Rifkin.
Jeremy Rifkin ha introdotto anche nell’Area del Mediterraneo un concetto di un nuovo modello energetico basato sulle risorse di cui abbiamo il controllo (il sole, il vento, l’acqua, la terra), piuttosto che sulle risorse di cui non disponiamo (fossili, uranio).

Questo nuovo modello energetico, è decentrato e interattivo, una sorta di internet dell’energia in cui tutti i cittadini, le imprese, gli uffici pubblici siano non solo consumatori ma anche produttori di energia come per l’informazione su Youtube o Facebook, e dunque riveste grande interesse per gli enti locali, perché mette la generazione dell’energia alla loro portata restituendo loro protagonismo, e implica una alta intensità di lavoro anziché di capitali rispetto alle energie tradizionali, creando sviluppo, crescita economica, occupazione e innovazione tecnologica.

Per poter funzionare adeguatamente, questo modello energetico deve “mettere a regime” le energie rinnovabili, pietra angolare della Terza Rivoluzione Industriale, colmarne le naturali intermittenze di flusso produttivo, massimizzarne la raccolta, l’accumulo e la distribuzione minimizzando inefficienze e dispersioni e privilegiando l’auto-consumo.

In questo sforzo, i paesi del Mediterraneo (dotati della migliore esposizione solare mitigata dalla temperatura media annua migliore al mondo) e quindi la Sicilia potranno fare la loro parte solo se si riuscirà ad integrare un nuovo modo di produrre energia dalle fonti rinnovabili con nuovi modi di accumularla attraverso l’idrogeno e le costruzioni ad energia positiva e a distribuirla attraverso le reti intelligenti preparando nuovi network di professionisti locali relativamente alle tecnologie immediatamente utilizzabili.
Infatti, l’elemento critico per realizzare questo ciclo virtuoso dell’energia sul territorio rimane il fattore umano.

Se non si crea una nuova generazione di professionisti dell’energia competenti in tutte le suddette nuove tecnologie e ben radicati nel territorio, le capacità industriali di produrre pannelli, turbine e celle a idrogeno eccederanno presto le possibilità e capacità di installazione sul territorio.

Si creeranno così lunghe liste d’attesa per tali tecnologie, che frustreranno i consumatori e restringeranno il mercato, in definitiva rendendo impossibile il raggiungimento di quella massa critica che permette di creare sostanziose economie di scala, con conseguente caduta dei prezzi e aumento della qualità dell’offerta come è già avvenuto nel mondo dell’informatica o della telefonia mobile.

Per questa ragione si deve cominciare dalla formazione e dalla riqualificazione professionale.

Uno dei fattori di maggiore criticità per la rapida espansione di tali tecnologie è, come indicato prima, il capitale umano. Infatti, mentre le imprese si stanno rapidamente attrezzando sia con la ricerca che con apposite riconversioni tecnologiche per la produzione dei nuovi sistemi di produzione energetica decentrati non altrettanto velocemente procede la formazione di tecnici e installatori sul territorio dove queste nuove tecnologie andranno a diffondersi rischiando di creare una strozzatura distributiva che potrebbe vanificare lo sforzo produttivo delle nuove industrie energetiche proposto dall’Europa.

Per ovviare a questo inconveniente, bisogna procedere dunque in parallelo e molto rapidamente con un programma volto a creare le competenze sul territorio per acquisire a livello locale le competenze professionali che siano pronte a assemblare, installare, riparare e sostituire le componenti delle nuove tecnologie energetiche di terza rivoluzione industriale, mentre l’industria mondiale si prepara a immetterle sul mercato.

L’investimento formativo in queste tecnologie sarà determinante anche per attirare investimenti industriali nel settore: una azienda di fotovoltaico o di celle a idrogeno sarà più motivata a installarsi su un determinato territorio, se questo territorio può offrire una manodopera qualificata già formata, o in avanzato stato di formazione su tali nuove tecnologie energetiche. 
Fino a oggi, quando si parlava di tecnici dell’energia si intendeva: “fisico nucleare” o “ingegnere petrolifero”, perché le fonti energetiche di riferimento erano quelle concentrate (carbone, petrolio, gas e uranio) la cui manipolazione costituiva operazione di una certa delicatezza, e il cui sfruttamento presupponeva enormi investimenti finanziari, infrastrutturali geo-politici e anche militari. Nel nuovo scenario energetico basato sulle fonti distribuite (sole, vento, acqua, terra) i tecnici dell’energia saranno quelli che sanno manipolare le tecnologie che sfruttano tali fonti.
È dunque fondamentale preparare tali nuove figure professionali nel Area del Mediterraneo anticipando questo nuovo mercato dell’energia e del lavoro, formare una nuova generazione di tecnici dell’energia.

L’Energia Integra