Verso la Civiltà Empatica

L'economia mondiale si va disgregando. I combustibili fossili che hanno fatto da propulsore per una rivoluzione industriale stanno per finire e l'infrastruttura costruita sulla base di queste energie lotta per la sopravvivenza. Inoltre, il che è anche peggio, due secoli di massicce e sempre maggiori emissioni di monossido di carbonio minacciano il mondo odierno con catastrofici cambi climatici. Se ancora non fosse abbastanza, stiamo affrontando una massiccia perdita di fiducia nelle istituzioni economiche e politiche. Dappertutto e sempre più frequentemente la gente sfoga la sua frustrazione e riversa la sua rabbia per le strade delle città. Cosa sta succedendo al nostro mondo? La razza umana si trova in una zona crepuscolare, tra un tipo di civiltà ormai giunto vicino al punto di morte e un nuovo tipo che ancora cerca appigli per emergere. Le vecchie identità si vanno sgretolando, le nuove sono troppo fragili per imporsi. Per comprendere la situazione in cui ci troviamo, abbiamo bisogno di fare un passo indietro e chiederci: qual è l'elemento fondamentale che accompagna ogni cambio nella natura della civiltà? I grandi momenti di svolta avvengono quando nuovi regimi energetici, più complicati ed ampi dei precedenti, convergono con rivoluzioni nei sistemi di comunicazione, cambiando radicalmente la consapevolezza degli uomini durante il processo. Ciò è accaduto nella seconda metà del XVIII secolo, quando il carbone e l'energia del vapore hanno proiettato il mondo nell'era industriale. Le tecnologie per la stampa furono ampiamente migliorate ed essa divenne il mezzo per organizzare una miriade di nuove attività. Anche la mente umana cambiò, con il grande passaggio dalla coscienza teologica a quella ideologica. I filosofi Illuministi – con alcune eccezioni – cominciarono ad analizzare la psiche umana e videro una creatura razionale ossessionata dall'autonomia e guidata dal desiderio di acquisire sempre maggiori proprietà private e sempre più benessere. Attualmente siamo sull'orlo di un altro cambiamento epocale. Le tecnologie delle comunicazioni e delle informazioni distribuite stanno convergendo con parimenti distribuite energie rinnovabili, creando l'infrastruttura per una Terza Rivoluzione Industriale. Nei prossimi 40 anni, milioni di edifici saranno riveduti in modo da permettergli di raccogliere le energie rinnovabili circostanti. Queste energie verranno incamerate sotto forma di Idrogeno e tutto il surplus di elettricità prodotta verrà ridistribuito attraverso inter-reti transcontinentali gestite da tecnologie basate sul modello di quelle che oggi gestiscono Internet. La gente genererà la propria energia, proprio come al momento crea le proprie informazioni e, esattamente come per le informazioni, condividerà l'energia prodotta con milioni di altre persone. Questa rivoluzione della comunicazione, come accadde con la precedente, cambierà il nostro modo di pensare. Siamo ai primi passi di un cambiamento da una coscienza ideologica a una coscienza della biosfera. Gli scienziati e l'opinione pubblica si stanno rendendo conto che tutto il corso della vita è altamente interdipendente. Il nostro stile di vita lascia un'"impronta" di anidride carbonica, danneggiando tutti gli altri esseri umani, gli animali che popolano il pianeta e lo stesso pianeta Terra, in cui tutti coabitiamo. Il nuovo grado di comprensione va di pari passo con le nuove scoperte nella biologia evolutiva, nella scienza neuro-cognitiva e nello sviluppo infantile, che rivelano che l'essere umano è biologicamente predisposto ad essere empatico. La nostra vera natura si dimostra essere non razionale, distaccata, assetata di sapere, aggressiva e narcisistica come sostenevano i filosofi Illuministi, ma amorevole, altamente sociale, cooperativa ed interdipendente. L'Homo Sapiens sta lasciando il posto all'Homo Empathicus. Le nuove idee sulla natura umana stanno mettendo in dubbio la maggior parte delle tesi fondamentali della teoria economica classica. Adam Smith sosteneva che la natura umana faceva tendere gli individui a ricercare l'interesse personale all'interno del mercato. Riprendendo le tesi di Smith, Garrett Hardin, più di 40 anni fa, ha scritto un famoso saggio intitolato "La Tragedia dei Beni Collettivi". Egli sosteneva la tesi secondo cui la cooperazione e le azioni collaborative tra uomini fossero inevitabilmente destinate all'insuccesso a causa della natura egoista dell'uomo che invariabilmente sarebbe emersa. Se questo fosse universalmente vero, come spiegare le centinaia di milioni di giovani che condividono la loro creatività e le loro conoscenze in spazi collaborativi come Wikipedia e Linux? La generazione del nuovo millennio celebra la comunità globale ogni giorno, apparentemente non tenendo conto degli avvertimenti di Hardin. Per millenni, la nozione di collaborazione attraverso reti per portare avanti il bene collettivo ha trionfato sul concetto di "going it alone", "andare da soli", nei mercati. Questa generazione definisce sempre più il suo concetto di felicità in termini di qualità della vita, portando ad una radicale rivalutazione del significato dei diritti di proprietà. Noi pensiamo alla proprietà come al diritto di estromettere gli altri da qualcosa che ci appartiene. Ma la proprietà ha anche un altro significato, cioè quello di avere il diritto di avere accesso a beni comuni a molti – il diritto di viaggiare per i mari, di avere accesso ai parchi pubblici ed alle spiagge e così via. Questo secondo significato assume una fondamentale importanza al giorno d'oggi, visto che la qualità della vita può essere incrementata solo collettivamente – per esempio, avendo la possibilità di vivere in ambienti non inquinati ed in comunità sicure. Nella nuova era, il diritto ad essere inclusi in una "vita piena" – il diritto all'accesso – rappresenta il bene più grande. Lo spostamento dall'interesse personale nei mercati nazionali all'interesse generale nell'ambito della biosfera ed il corrispondente spostamento, per quanto riguarda la proprietà, dal diritto di escludere gli altri al diritto di essere inclusi nelle reti globali sta facilitando un vasto ampliamento della coscienza empatica collettiva. Durante la precedente Rivoluzione Industriale, caratterizzata da una coscienza ideologica e da governi basati sul modello dello Stato-Nazione, gli Americani erano empatici con gli Americani, gli Inglesi con gli Inglesi, i Cinesi con i Cinesi e così via. Ciò che serve, adesso, agli albori della Terza Rivoluzione Industriale, è un “salto empatico” che superi i confini nazionali e sposti i suoi confini fino a quelli della biosfera. Se vogliamo che la nostra specie sopravviva e fiorisca, necessitiamo di empatizzarci come una famiglia globale che vive in una biosfera condivisa. L'ultimo libro dell'autore è "La Civiltà Empatica: corsa alla coscienza globale in un mondo in crisi". Questo articolo è stato adattato da un discorso preparato per la Royal Society For the Arts di Londra.