Il Financial Times affronta la questione Enel

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Il corrispondente per l’Italia del Financial Times Guy Dinmore ha intervistato Fulvio Conti, Amministratore Delegato di Enel, e spiega le strategie dell’azienda per l’energia.

Guy Dinmore, Roma, 22/06/2010

L’Enel spera che la quotazione in borsa della sua divisione energie rinnovabili possa diventare la più grande Offerta Pubblica Iniziale in Europa dall’inizio della crisi finanziaria globale cominciata due anni fa.
Alcuni ambientalisti, di contro, si chiedono se il servizio pubblico italiano, fortemente indebitato e il cui amministratore delegato è sospettato di essere un “climate sceptic” (un oppositore alla tesi del riscaldamento globale), sia ecologico come afferma di essere.
Il gruppo ha inviato una richiesta alla borsa italiana questo Venerdì per quotare l’unità Green Power di Enel, con collocamento di una quota di minoranza pianificato per ottobre. Enel potrebbe racimolare fino a 4 miliardi di Euro vendendo circa il 30% di EGP (Enel Green Power), come ha dichiarato Fulvio Conti, amministratore delegato Enel.
Conti, 62 anni,  segue la tendenza a cercare di sfruttare gli interessi relativi alle energie rinnovabili. D’altro canto, si oppone alle dichiarazioni dell’ IPCC(Intergovernmental Panel on Climate Change), appoggiato dalle Nazioni Unite , che afferma che l’incremento della temperatura globale è “molto verosimilmente” da attribuirsi alle emissioni umane.
“La mia opinione sulla visione dell’IPCC sul cambiamento climatico non è così rilevante”, ha dichiarato Conti al Financial Times in risposta alle accuse di essere un “climate change sceptic” e di concentrare l’attenzione dell’Enel verso lo sviluppo del carbone e dell’energia nucleare.
“È molto meglio reagire adesso, che si creda o no nelle tesi del cambiamento climatico, prima che il mondo subisca l’impatto del riscaldamento globale. Dobbiamo farlo.  È puro buon senso dire ‘Facciamolo!’… Sono fermamente convinto che I nostri programmi, iniziative, investimenti, sforzi e propositi genuini contribuiranno a creare un mondo migliore”.
Anche se il gruppo, nella sua posizione di primo produttore energetico italiano, è anche il più grande emissore di gas serra, per Conti l’Enel rimane “uno dei servizi pubblici più puliti” e dovrebbe essere giudicato dai suoi numeri. Conti dice che l’Enel sta spendendo 1 milardo di Euro in ricerche sulle rinnovabili – comprese biomassa, idrogeno ed energia solare.
“Spendiamo soldi per progetti che non sono rivolti al profitto [per ora] ma che cercano soluzioni per il futuro” afferma Conti.